Lago d’Orta: monitorare i contaminanti con le cozze di lago

20 Luglio 2025 - 11:51 | by lavocedeilaghi
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Lago d’Orta: al via il progetto INTEGRARE per monitorare i contaminanti emergenti con l’aiuto delle cozze di lago

Innovazione scientifica, tutela ambientale e partecipazione locale: parte da qui il progetto INTEGRARE, un’iniziativa all’avanguardia che mette al centro il Lago d’Orta e la sua salute ecologica. Presentato a luglio 2025 a Pella, il progetto è promosso dall’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, in collaborazione con il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – IRCCS, con il sostegno della Fondazione Cariplo.

Obiettivo: censire e monitorare i contaminanti emergenti presenti nelle acque del lago — sostanze difficilmente intercettabili ma sempre più diffuse — per valutare il loro impatto sull’ecosistema e sulla biodiversità.

Le cozze del lago diventano bio-sentinelle ambientali

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è l’uso delle cozze di acqua dolce (Unio elongatulus), una specie nativa e protetta, come vere e proprie sentinelle ecologiche. Grazie a sensori avanzati, sarà possibile monitorare in tempo reale il battito cardiaco dei bivalvi, un parametro chiave per rilevare il loro stato di salute e la presenza di sostanze inquinanti.

Le cozze verranno posizionate in sei stazioni del Lago d’Orta, selezionate in base al grado di pressione antropica. Dopo circa un anno di permanenza nelle gabbie, i ricercatori confronteranno lo stato di salute delle cozze trapiantate con quello delle popolazioni native, verificando anche eventuali adattamenti genetici.

Questo approccio rappresenta un’evoluzione del precedente progetto Ris-Orta, già attivo tra 2023 e 2024, che aveva evidenziato il potenziale delle cozze come strumenti di depurazione naturale e biomonitoraggio.

Contaminanti emergenti e microplastiche sotto la lente

Nel corso dei due anni di attività verranno analizzati contaminanti emergenti derivanti da attività industriali e domestiche (come farmaci, disinfettanti, prodotti per la cura personale, plasticizzanti e perfluorati), insieme a uno studio approfondito sulle microplastiche, che saranno classificate per dimensione, colore, forma e composizione chimica grazie a tecnologie spettroscopiche d’avanguardia.

“Noi non siamo davanti a un allarme ambientale – spiega la prof.ssa Camilla Della Torre dell’Università di Milano – ma a un’opportunità concreta per migliorare la conoscenza dello stato del lago e predisporre azioni mirate”.

Anche Noelia Salgueiro-Gonzalez, esperta dell’Istituto Mario Negri, sottolinea l’importanza dello studio del bioaccumulo nei molluschi e della valutazione degli effetti biologici dei microinquinanti tramite analisi metabolomiche avanzate.

Un progetto per la scienza, la comunità e il futuro

I dati raccolti saranno condivisi con ARPA Piemonte, i Comuni rivieraschi e il Gestore delle Acque, e potranno dare il via a un monitoraggio periodico strutturato, in linea con le direttive europee sulla salvaguardia della biodiversità e la qualità delle acque.

Grande attenzione sarà rivolta anche alla divulgazione e al coinvolgimento della cittadinanza: tra le attività previste ci sono workshop, eventi pubblici, attività nelle scuole, escursioni di campionamento e una mostra finale curata dall’Ecomuseo per raccontare risultati e scoperte del progetto.

Il punto sulla qualità attuale del lago

A fare chiarezza sui dati attuali è il presidente dell’Ecomuseo, Giovanni De Bernardi, che evidenzia come le acque del Lago d’Orta siano in linea, se non migliori, rispetto ad altri laghi italiani ed europei. Le ultime analisi ARPA indicano infatti che 12 spiagge su 15 sono classificate come “OTTIME” dal punto di vista della balneabilità.

“I dati sulle microplastiche – spiega De Bernardi – non devono generare allarmismi. Il Lago d’Orta non è più inquinato di altri bacini, anzi, è stato scelto come ‘laboratorio naturale’ proprio per le sue favorevoli condizioni ambientali e logistiche.”

INTEGRARE: scienza al servizio del territorio

Il progetto INTEGRARE rappresenta un modello di ricerca applicata e partecipazione civica, capace di unire università, enti di ricerca, istituzioni locali e comunità. Un esempio concreto di come la scienza possa dialogare con il territorio per tutelarne l’ambiente e valorizzarlo in chiave sostenibile.

Prossimo appuntamento? Le prime analisi sulle cozze monitorate. Conchiglie che, in silenzio, raccontano la salute del nostro lago.