La Regione Piemonte lancia il Piano Spiagge

23 Giugno 2026 - 15:28 | by lavocedeilaghi
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Lago Maggiore, la Regione Piemonte lancia il Piano Spiagge: obiettivo tutelare turismo e agricoltura

La gestione dei livelli idrici del Lago Maggiore diventa una delle sfide strategiche per il futuro del territorio. Dopo il via libera all’innalzamento del livello massimo del lago fino a quota +1,40 metri, la Regione Piemonte apre una nuova fase di confronto con amministrazioni locali, operatori turistici e comparto agricolo, mettendo sul tavolo una proposta concreta per proteggere spiagge, attività economiche e risorse idriche.

L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro convocato dal presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola, Giandomenico Albertella, che ha riunito istituzioni, rappresentanti del turismo, del settore agricolo e gli enti tecnici coinvolti nella gestione del bacino lacustre.

Al centro del confronto il nuovo “Piano Spiagge”, illustrato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio come strumento per trasformare una possibile criticità in un’occasione di sviluppo e adattamento del territorio.

Il Piano Spiagge: cosa prevede

«Trasformiamo una potenziale criticità in un’opportunità attivando un piano spiagge che ci consenta di mettere in sicurezza gli arenili in caso di innalzamento del livello delle acque del Lago Maggiore – ha dichiarato Cirio –. Le soluzioni tecniche esistono, attraverso sistemi di protezione e barriere, e la Regione può accompagnare questi interventi con contributi a fondo perduto destinati alle strutture turistico-ricettive grazie alle risorse previste dalla legge regionale 18 e ai fondi europei».

L’obiettivo della Regione è costruire un equilibrio tra due esigenze sempre più intrecciate: da una parte la necessità di preservare riserve idriche indispensabili per l’agricoltura nei periodi di siccità, dall’altra la salvaguardia delle spiagge e delle aree turistiche che rappresentano uno degli elementi centrali dell’attrattività del Lago Maggiore.

Dal tavolo di confronto è emersa inoltre la volontà condivisa di istituire una Cabina di Regia Permanente coordinata dalla Regione Piemonte, con il compito di accompagnare le future decisioni sulla gestione del lago e garantire un dialogo costante tra istituzioni e territori.

Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, gli assessori regionali Matteo Marnati e Paolo Bongioanni, il sottosegretario Alberto Preioni, il segretario generale dell’Autorità di Bacino Alessandro Delpiano, il presidente del Consorzio del Ticino Paolo Seitone, insieme ai rappresentanti delle associazioni del turismo e ai sindaci dei Comuni rivieraschi da Cannobio a Castelletto Ticino.

Non lasceremo i Comuni da soli

«La volontà della Giunta regionale è non lasciare soli i Comuni del lago e chi investe nello sviluppo turistico del territorio – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati –. Abbiamo chiesto all’Autorità di Bacino di approfondire sistemi innovativi che consentano una gestione preventiva degli svasi, così da intervenire in modo più efficace e tempestivo».

Uno dei temi maggiormente sentiti dagli operatori riguarda il rischio che eventi meteorologici intensi possano compromettere la fruibilità delle spiagge durante i mesi estivi, con conseguenze dirette sull’economia turistica.

In questa direzione si inserisce anche la proposta sostenuta dall’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni, che ha condiviso l’ipotesi avanzata dalla Provincia del VCO di mantenere durante la stagione turistica il livello del lago entro la quota storica di +1 metro.

«Il limite di +1,40 metri deve rappresentare un valore massimo da utilizzare solo quando le condizioni lo consentano in sicurezza – ha spiegato Bongioanni – mentre nei mesi di maggiore afflusso turistico appare ragionevole mantenere il livello entro i parametri storici».

Anche il presidente della Provincia del VCO Giandomenico Albertella ha ribadito la necessità di introdurre strumenti di gestione condivisa e preventiva.

«Abbiamo proposto un protocollo operativo e un sistema di abbassamento programmato del livello del lago sulla base delle previsioni meteo – ha dichiarato – oltre alla sospensione nei mesi di giugno e luglio dell’innalzamento del livello massimo consentito, per evitare il rischio di perdita delle spiagge».

Il confronto aperto dalla Regione segna così l’avvio di un percorso che punta a costruire una strategia di lungo periodo per il Lago Maggiore, capace di proteggere contemporaneamente il sistema turistico, il paesaggio e le esigenze del comparto agricolo, in un contesto sempre più influenzato dai cambiamenti climatici e dalla gestione sostenibile delle risorse idriche.